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Slovenia – Focus dell’OCSE aprile 2013

Di recente, come d’abitudine, l’OCSE ha pubblicato uno specifico report dedicato ad un singolo Paese. In aprile, il focus è stato dedicato alla Slovenia, Paese limitrofo al nostro e che ha rivestito e riveste interesse per gli imprenditori italiani, in particolare per quelli stabiliti nel nord-est in virtù dell’agevole accessibilità. Proponiamo quindi una traduzione del citato lavoro.

Principali risultati
L'economia vive una fase di profonda recessione. La Slovenia è stata colpita da un ciclo di espansione-e-frenata, cui si sono sommati i ritardi delle riforme e la crisi dell’elevato debito sovrano dell’area euro.
Lo sforzo per ridurre l’indebitamento del settore pubblico e privato sta gravando pesantemente sulla crescita, sulle difficili condizioni finanziarie, sull’incremento della disoccupazione e sul forte rallentamento delle esportazioni. Anche se sono state adottate importanti riforme nel 2012 e all'inizio del 2013, è necessario ripristinare al più presto possibile la fiducia e varare importanti riforme per scongiurare i rischi di una recessione prolungata e porre rimedio alle difficoltà di accesso ai mercati finanziari.
La Slovenia sta fronteggiando una grave crisi bancaria, dovuta all’assunzione di rischi eccessivi da parte del sistema bancario, ad una debole governance delle banche statali, nonché ad insufficienti strumenti di vigilanza. Le maggiori banche statali sono stati ricapitalizzate più volte.
Sono previste ulteriori iniezioni di capitali, ma ne resta incerto l’ammontare, visto che i principali risultati di precedenti stress test e due diligence non sono stati divulgati e le ipotesi su cui si basano sono molto probabilmente datate. E’ auspicata la creazione di una “Bank Asset Management Company” in cui far confluire gli asset deteriorati, ma non mancano i rischi connessi a tale operazione, rischi legati alla mancanza di trasparenza da un lato ed a potenziali interferenze politiche dall’altro.
Le imprese soffrono di un forte di indebitamento ed alcune di esse si trovano in stato di insolvenza; le procedure concorsuali esistenti peccano di eccessiva durata e i casi di effettivo risanamento sono pochi. Lo scarso sviluppo del mercato azionario nonché i ritardi nel programma di privatizzazioni stanno ostacolando gli investimenti esteri diretti, il cui incremento avrebbe al contrario favorito la riduzione dell’indebitamento. Manca ancora un accordo circa un elenco di beni pubblici da privatizzare o da gestire attraverso una nuova holding dedicata.
Le autorità hanno adottato un ambizioso programma di rigoroso risanamento, che non sembra però assicurare al momento la sostenibilità nel lungo periodo.
Il deficit di bilancio è aumentato in modo significativo durante la recessione e il riequilibrio della finanza pubblica si è rivelato difficile, nonostante i notevoli progressi conseguiti nel 2012, contribuendo ad alimentare le tensioni sul mercato dei titoli sovrani. Senza un’inversione di politica, il debito pubblico potrebbe raddoppiare e superare il 100% del PIL entro il 2025, inclusi i costi previsti per il sistema pensionistico e gli stanziamenti per il salvataggio delle banche.
La recente riforma del sistema pensionistico rappresenta un positivo passo in avanti, ma sono necessarie ulteriori riforme per ridurre gli imminenti oneri relativi al pensionamento e per stabilizzare il debito pubblico, considerato che l'ultima riforma stabilizzerà la spesa pensionistica soltanto fino al 2020.
Per rafforzare la propria credibilità, le autorità hanno avviato un percorso di risanamento, iniziativa di per sé ammirevole; tuttavia, finora hanno fatto troppo affidamento su misure temporanee, tagli lineari sui salari del pubblico impiego e riduzione della spesa discrezionale. Inoltre, alcuni tagli fiscali vanificano parzialmente gli sforzi di risanamento. L'attuale contesto normativo non sembra sufficiente a combinare un ambizioso percorso di risanamento con la flessibilità necessaria, in quanto i criteri di spesa non sono sufficientemente vincolanti e le autorità non sembrano avere la sufficiente competenza tecnica.
Una ristrutturazione della spesa sociale sarebbe un aiuto a rafforzare la sostenibilità del Paese. La Slovenia mostra una scarsa capacità di controllo della spesa pubblica: l'aumento della spesa delle amministrazioni pubbliche è stata significativamente superiore alla media dei paesi dell'OCSE sin dall'inizio della crisi. L’aumento della spesa sociale è uno strumento adeguato per combattere gli effetti della recessione; tuttavia, non esistendo in Slovenia disparità reddituali particolarmente accentuate, esiste lo spazio per una ristrutturazione del welfare senza compromettere la qualità dei servizi pubblici.
La spesa per la sanità è coerente con il livello di sviluppo economico della Slovenia, ma vi è la possibilità di razionalizzarla ulteriormente.
Si riscontra un rapporto insegnanti / alunni sproporzionato nelle scuole materne ed in quelle dell’obbligo, mentre la proposta educativa e di formazione qualificata non sembra adeguata.
Nonostante un recente taglio dei sussidi di disoccupazione, permangono condizioni generali di ostacolo al passaggio delle persone non attive e disoccupate al mercato del lavoro.
Il potenziale di crescita è sceso in modo significativo sin dall'inizio della crisi. In sostanza, è scarsamente probabile che la Slovenia raggiunga nel breve periodo i paesi OCSE più sviluppati. Inoltre, gli interventi di politica economica sono stati adottati con notevoli difficoltà, ed è stato avviato un lento ed incompleto processo di riforme strutturali. La concorrenza nel mercato dei prodotti non è abbastanza sviluppata - in particolare considerata la forte presenza di proprietà statale e la mancanza di risorse dell'Autorità garante della concorrenza - da facilitare la ripresa economica. Il mercato del lavoro non è sufficientemente flessibile, anche se è atteso un miglioramento a seguito dell'adozione di una recente riforma.

Principali raccomandazioni
Per risolvere la crisi bancaria

  • Condurre e divulgare i principali risultati di nuovi stress test top-down e bottom-up ("due-diligence") del settore bancario, che dovrebbero essere realizzati sulla base di ipotesi prudenti e trasparenti;
  • Ricapitalizzare le banche in difficoltà ma con prospettive di risanamento, preferibilmente mediante l’emissione di nuove azioni, e porre in liquidazione quelle senza prospettive. Per ridurre l’impatto derivante dalla ristrutturazione del sistema bancario, scaricarne i costi su titoli subordinati del debito e su strumenti finanziari ibridi;
  • Privatizzare le banche pubbliche ed eliminare le partecipazioni di minoranza con diritti di blocco;
  • Introdurre una legislazione per la ristrutturazione stragiudiziale delle imprese in difficoltà, razionalizzare / semplificare le procedure concorsuali e creare strumenti capaci di far emergere tempestivamente i sintomi della crisi.

Per assicurare la sostenibilità del bilancio pubblico

  • Focalizzare il risanamento su misure permanenti, lasciando agire gli stabilizzatori automatici;
  • Eliminare l’accesso delle persone con redditi medio alti a misure di sostegno familiare e rafforzare le misure premiali collegate a positivi risultati 1. 2. 3. scolastici ed educativi;
  • Proseguire nell’eliminare la combinazione di generosi sussidi di disoccupazione, assistenza sociale e altri sussidi per le persone disoccupate e inattive, aumentando al contrario gli incentivi al lavoro e rafforzare la sostenibilità del sistema;
  • Aumentare il rapporto studenti-insegnanti nell'istruzione primaria e secondaria ed aumentare le dimensioni delle classi nelle scuole per ridurre i costi. Introdurre tasse universitarie il cui pagamento possa avvenire sulla base di appositi prestiti e finanziamenti il cui rimborso sia legato al futuro reddito del beneficiario;
  • Razionalizzare ulteriormente la spesa sanitaria pubblica e passare dai ricoveri ospedalieri alle cure ambulatoriali;
  • Aumentare la base imponibile dell’assicurazione sanitaria obbligatoria per studenti lavoratori e aumentare i tassi di contribuzione per i pensionati;
  • Portare avanti la riforma delle pensioni aumentando gradualmente l'età pensionabile ed il periodo contributivo, e eventualmente indicizzarle all’aspettativa di vita;
  • Rafforzare la credibilità delle regole di spesa impostandone in modo trasparente i criteri, introdurre apposite clausole di salvaguardia e definire l'adozione di meccanismi correttivi per le eventuali eccezioni.

Per aumentare il potenziale di crescita attraverso riforme strutturali

  • Così come è stato di recente previsto in Slovenia per facilitare la realizzazione delle riforme economiche, restringere il diritto di veto alle leggi tramite referendum;
  • Ridurre ulteriormente il dualismo del mercato del lavoro eliminando gradualmente il trattamento preferenziale del lavoro giovanile;
  • Rafforzare il processo di privatizzazione, snellire la regolamentazione dei servizi professionali e rafforzare la tutela della concorrenza.  

a cura di: 

dott. Franco Di CIaula

pubblicato su:

C&S Informa, volume 14, numero 6 anno 2013

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