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Il bilancio sociale quale strumento strategico di comunicazione sociale

L’opinione pubblica, oggi più di ieri, ha sviluppato una maggiore sensibilità agli aspetti etici e di responsabilità sociale delle imprese.

L’affermazione nella società civile di valori come la tutela dell’ambiente e della salute, la centralità della persona, la qualità della vita, impone alle imprese di affiancare all’ottenimento del profitto anche il soddisfacimento delle legittime aspettative di tutti gli stakeholder che possono direttamente o indirettamente influenzare i risultati aziendali.
Per le aziende risulta, quindi, strategico ottenere la fiducia dei differenti interlocutori, interni ed esterni, per essere riconosciute come partner affidabile nelle relazioni di scambio. L’esigenza è, pertanto, quella di attuare una strategia di comunicazione che evidenzi la missione dell’impresa, il suo orientamento a valori etici e sociali e l’assunzione consapevole della responsabilità sociale.
Da questi presupposti si sviluppa il “bilancio sociale”, quale processo di comunicazione atto a rendere conto dell’impegno sociale dell’azienda che conptempera da un lato, la finalità di condividere con gli stakeholder interni i valori dell’impresa, gli obiettivi aziendali, i rapporti tra lavoratori e lo sviluppo delle risorse umane e, dall’altro, di rivolgersi agli stakeholder esterni allo scopo di comunicare gli obiettivi e gli impegni raggiunti.
Il bilancio sociale, documento che le aziende decidono di redigere volontariamente per rendere conto del loro comportamento agli stakeholder è, quindi, un efficace e strategico strumento di comunicazione e gestione delle relazioni sociali, che aiuta a promuovere e potenziare il dialogo con le parti sociali e, al tempo stesso, contribuisce a far crescere all’interno dell’azienda il senso di responsabilità sociale. Una comunicazione fatta in modo corretto e trasparente, crea fiducia e la fiducia crea consenso migliorando le relazioni interne ed esterne, riducendo i costi di transazione e realizzando condizioni che favoriscono lo svolgimento della gestione.
La decisione di adottare il bilancio sociale coinvolge tutta l’azienda e richiede la preliminare individuazione degli stakeholder, quali soggetti che a diverso titolo sono portatori di interesse nei confronti dell’azienda, e la conoscenza di ciò che si aspettano.
Anche se le categorie di stakeholder non sono predefinibili, ma variano da azienda ad azienda, i principali interlocutori di un’azienda sono generalmente così individuabili

  • i clienti/utenti
  • i fornitori
  • i dipendenti/collaboratori
  • i finanziatori terzi
  • i soci
  • la pubblica amministrazione
  • le comunità locali
  • l’ambiente
  • le istituzioni scentifiche.

Per comunicare compiutamente sull’impegno dell’azienda nei confronti degli stakeholder è necessario seguire un percorso che parta dalla conoscenza dell’azienda, vale a dire dai suoi fini istituzionali e dai valori cui si ispira, che consideri gli obiettivi perseguiti e i risultati ottenuti, e tenga conto delle percezioni degli stakehloder.
Per rappresentare in modo corretto questo percorso il bilancio sociale deve contenere informazioni adeguate allo scopo, vale a dire né sovrabbondanti né eccessivamente limitate, ma soprattutto utili, significative, attendibili e verificabili anche da parte di terzi e avere una struttura uniforme per consentire comparazioni e confronti nello spazio e nel tempo.
Gli studi sulla rendicontazione sociale hanno condotto diverse organizzazioni a porsi il problema delle modalità applicative della redazione dei documenti, ossia di comprendere cosa sia necessario inserire all’interno di un documento di rendicontazione sociale e di come le informazioni debbano essere raccolte, elaborate e rappresentate.
Il modello prevalente di Bilancio sociale presente in Itala è quello proposto dal GBS (Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale) che fornisce delle utili linee guida, seppur non vincolanti, per redigere questo tipo di documento.
La struttura del bilancio sociale porposta dal GBS è essenziale e si presenta suddivisa nelle seguenti sezioni: 
 

  1. L’identità aziendale 
  2. La produzione e distribuzione del valore aggiunto 
  3. La relazione sociale.

 
L’identità aziendale” può essere sinteticamente definita come quell’insieme di condizioni che caratterizzano l’azienda e il suo modo di essere. Definire l’identità aziendale non è facile ma rappresenta un processo che inizia con l’individuazione dei valori che l’azienda condivide e dei principi a cui si ispira, si articola nell’individuazione degli obiettivi e si conclude con la valutazione delle performance realizzate.
A titolo di esempio, questa sezione deve contenere un breve cenno alla storia dell’impresa, la descrizione del contesto di riferimento in cui opera, l’individuazione degli stakeholder di riferimento, la definizione dei principi deontologici assunti per guidare le scelte strategiche e i comportamenti operativi di coloro che ai diversi livelli contribuiscono alla gestione, la dichiarazione della missione aziendale, la descrizione dell’assetto istituzionale ed organizzativo, le informazioni in merito al disegno strategico, al piano programmatico, alle scelte qualificanti più significative per attuarlo.  
“La produzione e distribuzione del valore aggiunto” rappresenta la parte contabile del bilancio sociale e quella che crea un collegamento con il bilancio di esercizio. In questa sezione, infatti, vengono presentati i dati del conto economico del bilancio di esercizio, riclassificati in modo da esprimere non più le modalità di formazione del risultato economico ma come questo risultato si traduca in benefici economici per le principali categorie di stakeholder. Devono essere presentati due prospetti distiniti: uno volto ad evidenziare il processo di formazione del valore aggiunto (ricavi meno consumi di materie prime e costi per servizi), l’altro che illustra come il valore aggiunto si distribuisce a titolo di remunerazione tra ciascuna categoria di stakeholder che, a vario titolo, hanno rapporti di scambio con l’impresa (dipendenti, azionisti, finanziatori, Stato, Enti Locali, impresa stessa).
A completamento possono essere aggiunti alcuni indicatori gestionali quali gli indici di efficienza e produttività, alcuni indici patrimoniali e di redditività.
“La relazione sociale” è una sezione nella quale vengono esaminati i diversi aspetti dello scambio sociale tra l’impresa ed i suoi interlocutori interni ed esterni, evidenziando la coerenza delle scelte sia con i valori etici dichiarati sia con le legittime aspettative degli stakeholder.
Il contenuto della relazione sociale è sia qualitativo che quantitativo: laddove i fenomeni descritti possono essere misurati è opporuno fornire dei dati numerici e rappresentarli servendosi di comparazioni.
In particolare e solo a mero titolo esemplificativo, possono venire evidenziati i seguenti aspetti:
Risorse umane: la composizione del personale, la politica delle assunzioni, l’attuazione delle pari opportunità, le iniziative sociali realizzate, l’attività di formazione e valorizzazione, i sistemi di remunerazione e di incentivazione, la comunicazione interna le condizioni di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro.
Azionisti: l’eventuale segmentazione degli stessi per categorie, la remunerazione del capitale investito, la partecipazione dei soci al governo dell’impresa, la tutela delle minorananze, le agevolazioni e i servizi riservate ai soci.
Clienti: analisi della clientela e delle condizioni negoziali, illustrazione del sistema della qualità realizzato, accertamento della customer satisfaction, politiche di marketing adottate.
Fornitori: analisi dei fornitori e delle condizioni negoziali, l’eventuale ricorso all’outsourcing, il rispetto di standard omogenei nella catena di fornitura.
Stato, Enti Locali e altre istituzioni: vanno illustrati i rapporti fiscali, le norme interne e i sistemi di controllo volti a garantire l’osservanza delle leggi, i contratti stipulati con la pubblica amministrazione, i contributi ricevuti, i rapporti con le associazioni di categoria.
Collettività: vanno illustrati gli interventi attuati nei diversi ambiti del sociale (istruzione, sport, cultura, ricerca, solidarietà sociale) in termini di arricchimento della qualità della vita e gli eventuali impatti delle iniziative sull’ambiente.
Sempre in questa parte e per ciascun interlocutore vanno indicati gli obiettivi e gli orientamenti per la futura gestione, in quanto proprio la realizzazione del bilancio sociale deve costituire uno strumento per il miglioramento continuo delle performance socio-economiche dell’impresa.
E’ opportuno, infine, sottoporre il bilancio sociale ad un controllo da parte di un verificatore indipendente che validi i dati e le infomrazioni riportate, le modalità di formazione e le corrispondenza allo standard di modello adottato.
Lo standard del GBS sinteticamente descritto, creando un legame con il bilancio di esercizio, permette di offrire ai destinatari del bilancio sociale un riscontro economico-quantitativo delle informazioni contenute e delle dichiarate strategie di relazione con gli stakeholders, consentendo, quindi, la verifica della coerenza tra valori prefissati e obiettivi conseguiti, tra obiettivi e risultati raggiunti e tra risultati e attese programmatiche.
Da quanto sopra esposto appare evidente che la costruzione di un bilancio sociale richiede un’azione di progressivo coinvolgimento di volontà umane e mezzi tecnici ed è necessariamente caratterizzata da diversi stadi evolutivi.
La predisposizione del bilancio sociale non dovrebbe avvenire né in maniera verticistica né esternalizzata, ma deve essere caratterizzata da un percorso di lavoro che, seppur supportato dalla dirigenza, dagli organi di governo e coadiuvato da consulenti esterni, deve garantire la partecipazione di tutti gli stakeholder.
Metodologicamente, il primo passo è la costituzione di un gruppo di lavoro che coinvolga tutte le funzioni aziendali e che assuma l’incarico di coordinare il progetto.
Ancor prima di avviare le fasi operative, è necessario che all’interno del gruppo di lavoro si sviluppi il confronto per formalizzare la missione aziendale e i valori di riferimento. E’ fondamentale la condivisione dei principi non solo all’interno del gruppo ma anche nei confronti del personale dell’azienda, che va sensibilizzato verso il progetto.
A questo punto si passa alle fasi più operative, in particolare alla richiesta di informazioni alle varie funzioni aziendali e alla rendicontazione da parte delle stesse delle attività svolte nella propria area di competenza.
Le informazioni raccolte vengono via via  razionalizzate in un unico documento che costituisce una prima bozza di bilancio sociale, da far circolare alla Direzione e alle varie funzioni per una verifica interna sulla chiarezza e sulla completezza dei dati.
Il documento definitivo dovrà essere diffuso ad un numero rilevante di stakeholder allo scopo di raggiungere le finalità stesse del bilancio sociale.
E’ importante ottenere un feedback dalle varie categorie di stakeholder per valutare la coerenza di quanto esposto e intraprendere l’avvio di azioni di miglioramento volte all’ottenimento di un consenso duraturo da parte dei vari interlocutori a cui l’azienda si rivolge.

a cura di: 

dott.ssa Susanna Galesso

pubblicato su:

C&S Informa, volume 14, numero 1 anno 2013

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