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Temi e Contributi

Al via il progetto di revisione dei capitoli delle linee guida sul transfer pricing dei beni immateriali  

 

Il 25 gennaio il Working Party n. 6 del Commitee on Fiscal Affairs dell’OCSE ha pubblicato il documento denominato “Transfer Pricing and Intangibles: Scope of the OECD Project” che individua le aree di analisi per l’applicazione della disciplina del transfer pricing alle transazioni riguardanti i beni immateriali.

Il Comitato Affari Fiscali dell’OCSE ha avviato un nuovo progetto di approfondimento della disciplina del transfer pricing applicata alle transazioni riguardanti beni immateriali in previsione dell’aggiornamento dei capitoli VI (Special considerations for intangibles property - Osservazioni specifiche relative ai beni immateriali) e VIII (Cost Contribution Arrangements) delle Linee Guida.

Il progetto si inserisce nell’ambito della più ampia revisione delle Transfer Pricing Guidelines for Multinational Enterprises and Tax Administrations del 1995, che ha già comportato, lo scorso 22 luglio, l’aggiornamento delle linee guida  con riguardo ai capitoli I (The arm's length principle - Il principio di libera concorrenza), II (Transfer pricing methods - metodi per la determinazione del transfer pricing), III (Comparability analysis - analisi di comparabilità) e l’introduzione del nuovo capitolo IX (Transfer Pricing aspects of business restructurings - aspetti relativi alle operazioni di riorganizzazione aziendale).

Il lavoro sarà sviluppato da una sessione speciale, istituita appositamente per questo scopo, del Working Party n. 6 del Commitee on Fiscal Affairs on the Taxation of Multinational Enterprises (WP6 TPI). Il WP6 TPI è aperto a tutti i paesi membri interessati ed ai paesi non membri con status di osservatore nel WP6, quali, ad esempio, Argentina, Cina, India, Russia e Sud Africa.

Questo contributo descrive il contenuto del documento programmatico denominato “Transfer Pricing and Intangibles: Scope of the OECD Project” pubblicato il 25 gennaio scorso dall’OCSE. Il testo completo dello scoping paper è consultabile al seguente link: http://www.oecd.org/dataoecd/10/50/46987988.pdf

Come già accennato, l’OCSE intende, in primo luogo, focalizzare l’attenzione sulle difficoltà attualmente legate all’insufficienza delle linee guida internazionali con particolare riferimento alla definizione, individuazione e valutazione dei beni immateriali ai fini dell’applicazione della disciplina del transfer pricing. Lo scoping paper individua sette temi specifici quali aree di analisi ed approfondimento:

1. Framework per l’analisi degli aspetti di transfer pricing relativi ai beni immateriali
L’azione del WP6 TPI è finalizzata a delineare un framework o un processo per l’analisi degli aspetti di transfer pricing relativi ai beni immateriali. Questo framework potrebbe essere simile, nella struttura multi-step, a quello contenuto nel par. 3.4 delle Linee Guida per condurre l’analisi di comparabilità.

2. Definizioni
Le Linee Guida non contengono una definizione di “intangibles” specifica ai fini dell’applicazione della disciplina del transfer pricing, bensì un lista non esaustiva dei beni immateriali più comuni (par. 6.2) che comprende i diritti per l’utilizzo di beni industriali come brevetti, marchi di fabbrica, denominazioni commerciali, disegni o modelli; i diritti di proprietà letteraria ed artistica; i diritti di proprietà intellettuale come il know-how ed i segreti industriali e commerciali. Lo scoping paper non individua ancora un approccio specifico al tema, ma si limita ad elencare una serie di argomenti che saranno oggetto di discussione ed approfondimento.

3. Specifiche categorie di beni immateriali
La revisione del capitolo VI dovrebbe contenere importanti indicazioni in merito a particolari tipologie di beni immateriali. Saranno oggetto di approfondimento, in particolare, i contratti alla base delle attività di Ricerca e Sviluppo, la distinzione tra le prestazione di servizi intercompany aventi ad oggetto beni immateriali e le transazioni dei beni immateriali stessi, il corretto trattamento dei beni immateriali di marketing[1] e di alcuni beni immateriali non ancora oggetto di adeguato approfondimento quali, ad esempio, la forza lavoro, l’avviamento, il going concern value, la redditività potenziale, le opportunità di business, i value drivers, il first mover advantage[2].

4. Transazioni riguardanti beni immateriali
La revisione del capitolo VI dovrebbe inoltre contenere indicazioni su come identificare le transazioni riguardanti beni immateriali e determinare cosa, nella sostanza, sia stato oggetto di cessione: un bene immateriale in qualunque forma o una prestazione di servizi intercompany attraverso l’utilizzo di un bene immateriale.

5. Profitti derivanti dallo sfruttamento di beni immateriali
Generalmente è possibile individuare quale, tra le società intervenute in una transazione, detenga la proprietà del bene. E’ comunque possibile che la società che non ha la proprietà del bene immateriale sia tenuta a partecipare, at arm’s lenght, agli ulteriori profitti derivanti dallo sfruttamento del bene immateriale, in virtù, per esempio, dei rischi e delle spese significative da essa sostenute nelle fasi di sviluppo. Il tema dell’attribuzione dei profitti economici derivanti dallo sviluppo o dallo sfruttamento di un bene immateriale, in contrasto con il concetto di proprietà nella sua accezione giuridica, è spesso legato al concetto di “economic ownership”. Questi concetti saranno oggetto di futuri chiarimenti.

6. Cost Contribution Arrangements
Il progetto apporterà alcune modifiche alle indicazioni, contenute nel capitolo VIII, sui Cost Contribution Arrangements stipulati tra società appartenenti a gruppi multinazionali per ripartire i costi e i rischi connessi allo sviluppo, alla produzione o all’acquisto di beni immateriali al fine di coordinarle alla revisione del capitolo VI.

7. Valutazione
Il WP6 TPI delineerà i metodi valutativi da utilizzare per la determinazione del valore dei beni immateriali e le linee guida generali per l’individuazione del metodo più appropriato: con riferimento alla determinazione dell’arm’s lenght remuneration, il capitolo VI delle Linee Guida fa riferimento al net present value del bene immateriale. Il WP6 TPI valuterà inoltre l’applicazione dei metodi di valutazione finanziaria, già riconosciuti dall’OCSE, e in particolare del discounted cash flow method.

E’ importate notare come lo scopo del progetto sia unicamente legato all’individuazione delle aree di analisi per l’applicazione della disciplina del transfer pricing alle transazioni riguardanti i beni immateriali e non anche quello di ritornare su aspetti quali il trattamento dei beni immateriali e la loro attribuzione a stabili organizzazioni in base all’articolo 7 del Modello di Convenzione OCSE contro le doppie imposizioni in quanto già oggetto di chiarimento nel “Reports on the Attribution of Profits to Permanent Establishments”.

In linea con l’approccio dell’OCSE, il WP6 TPI ha già preso in esame molti dei commenti e degli interventi pervenuti sul tema ed inviterà, tra gli altri, i rappresentanti delle imprese e del settore privato a prendere parte alle riunioni per la definizione di un discussion draft da pubblicarsi entro la fine del 2013.



[1] I “beni immateriali di marketing” includono i marchi di fabbrica e le denominazioni commerciali che favoriscono lo sfruttamento commerciale di un prodotto o di un servizio, la clientela, i canali di distribuzione, nonché le denominazioni, i simboli o i disegni con un rilevante valore promozionale per il prodotto in questione.

[2] Il first mover advantage è il vantaggio che un’azienda può ottenere andando ad occupare per prima un certo segmento o nicchia di mercato.


a cura di: 

dott. Leonardo Antonello

pubblicato su:

C&S Informa, volume 12,  numero 3 anno 2011  

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